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Henry David Thoreau 1817-1862DAVID THOREAU

Scoprii molti luoghi, adatti per costruirvi una casa... Allora mi dicevo:"Potrei vivere là". E per un'ora vi trascorrevo una vita, d'estate e d'inverno: vedevo come avrei potuto passsargli gli anni, affrontare la stagione fredda, veder giungere la primavera....Mi bastava un pomeriggio per traformare quella terra in un frutteto, un boschetto, un pascolo, e per decidere quali belle querce e quali bei pinisi dovesse lasciare in piedi, davanti la porta, e da dove ciascun albero potesse essere visto nel modo migliore; poi la lasciavo, anche incolta, poichè un uomo è ricco in proporzione al numero di cose delle quali può fare a meno. 1

Quando scrissi le pagine che seguono, o meglio la maggior parte di esse, vivevo da solo, nei boschi, ad un miglio di distanza dal più prossimo vicino, in una casa che m'ero costruito da me sulle rive del lago di walden...e mi guadagnavo da vivere con il solo lavoro delle mie mani. Vissi colà per due anni e due mesi. 2

Andai nei boschi, perchè desideravo vivere con saggezza, per affrontare solo i fatti essenziali della vita, e per vedere se non fosse capace di imparare quanto aveva da insegnarmi; e per non scoprire, in punto di morte, che non ero vissuto. Non volevo vivere quella che non era una vita, a meno che non fosse assolutamente necessario. Volevo vivere profondamente, e succhiare tutto il midollo di essa. Vivere da gagliardo spartano, tanto da distruggere tutto quello che non fosse vita... 3

Ciò che i vecchi vi dicono che voi non potete fare, fatelo: così scoprirete invece che ne siete capaci. Azioni vecchie per i vecchi e azioni nuove per i giovani...L'età avanzata non è meglio qualificata della gioventù a dettare precetti; quasi quasi le è alla pari: infatti è più quello che ha perduto di quello che ha acquistato. 4

Quando per la prima volta mi stabilii nei boschi...la mia casa non era finita, ancora, perchè vi potessi passare l'inverno; adesso era soltanto una difersa contro la pioggia, senza intonaco o camino, e le pareti erano di rozze tavole di legno, segnate dal tempo e con ampie fessure, cosicchè la notte vi faceva freddo.. Gli stipiti, dritti e bianchi e appena tagliati, la porta appena piallata e i telai delle finestre, le davano un carattere pulito e arioso, specialmente la mattina, quando le tavole erano così gonfie di rugiada che immaginavo dovessero trasudare del dolce succo quando, a mezzogiorno, il sole le avrebbe asciugate.

Per la mia immaginazione, essa conservava per tutto il giorno, più o meno, questa peculiarità dell'aurora, e mi ricordava una casa di montagna, che avevo visitato l'anno prima. Questa era una capanna ariosa e senza intonaco, atta ad alloggiare un dio viaggiatore, e dove una dea avrebbe potuto strascinare le vesti.

I venti che passavano sopra la mia abitazione erano come quelli che sfiorano le sommità delle montagne, portavano le melodie interrotte o, forse, solo i frammenti celesti di una musica terrena. Il vento mattutino soffia eternamente, il poema della creazione è continuo; ma poche sono le orecchie che riescono a udirlo... 5

Quante mattine, d'estate e d'inverno, mi sono alzato e messo al lavoro prima dei miei vicini! Senza dubbio, molti miei concittadini mi hanno incontrato che tornavo da questa impresa: contadini che partivano per Boston alle prime luci del giorno, o taglialegna che andavano al lavoro. Materialmente non aiutai mai il sole a sorgere, è vero; ma non v'è dubbio che essere presente quando sorgeva fosse di estrema importanza. Quanti giorni d'autunno e d'inverno ho passato fuori Concord, tentando di ascoltare ciò che era nel vento, per capirlo, e portarlo con me! Feci quasi bancarotta in quest'affare, e vi persi il fiato, correndo contro vento...

...alle volte passavo il tempo scrutando dall'osservatorio d'una rupe o d'un albero, per dare notizia di ogni nuovo arrivo; o, a sera, attendevo, sulla sommità delle colline, che cadesse la notte per poterne afferrare una parte, sebbene non ne afferrassi mai granchè: la notte infatti, come manna, si scioglieva nuovamente nel sole.

...per molti anni mi autonominai sovrintendente delle strade durante le tempeste di neve e i temporali e compii il mio dovere scrupolosamente; sovrintendevo, se non alle strade maestre, ai sentieri della foresta e alle stradette che mi preoccupavo di mantener praticabili...

...ho innaffiato la mortella selvatica, il ciliegio e il bagolaro, il pino rosso e il frassino nero, l'una bianca e la violacciocca, che altrimenti avrebbero potuto appassire nella stagione secca. 6

Perdersi nei boschi, in qualsiasi momento, è un'esperienza sorprendente e memorabile, e insieme preziosa... Sebbene si sappia che per quella strada si è passati un migliaio di volte, non si riesce a riconoscere in essa nulla di familiare... Nelle nostre passggiate più banali stiamo sempre virando, seppure inconsciamente, come piloti diretti da certi fari e da certi promontori...è solo quando ci siamo completamente perduti, o abbiamo fatto un giro vizioso.. che apprezziamo la vastità della Natura. Ogni uomo deve inparare da capo le direzioni della bussola, ogni volta che si risveglia sia dal sonno che da qualsiasi astrazione. Solo quando ci siamo perduti, in altre parole, solo quando abbiamo perduto il mondo, cominciamo a trovare noi stessi, e a capire dove siamo, e l'infinita ampiezza delle nostre relazioni. 7

Datemi la verità. Invece che amore, danaro o fama. Sedetti ad una tavola imbandita di cibi ricco, vino abbondante e servi ossequiosi, ma alla quale mancava la sincerità e la verità; me ne partii affamato, da quel desco inospitale. L'ospitalità era fredda come i gelati...mi si parlò dell'età del vino e della rinomanza di quella vendemmia; ma io pensavo ad un vino più vecchio, più puro e più nuovo, tratto da una vendemmia più splendida, che essi non potevano e non potrebbero comperare. Non mi importa nulla dello stile, della casa, delle terre, o del "trattenimento". Andai a salutare il re, ma mi fece fare anticamera, e si comportò come se fosse incapace di essere ospitale. Vicino a casa mia c'era un tale che viveva nel cavo di un albero, avrei fatto meglio andar a trovare lui, chè le sue maniere erano veramente regali. 8


Sulle rive del lago di Walden (canto)

E il lago ti ricorda, tenero ed audace

giovane saggio, e re del tuo presente

semplice e vero, come pioggia d'autunno,

forte ed onesto come il freddo d'inverno,

cammini nel sentiero, come aria di primavera

e siedi sulla riva, nella luce d'estate.

E raccontaci dell'uomo vero che è in noi

parla del bosco e scrivi dei colori

E canta di ciò che vogliamo veramente

e di quello che, non serve proprio a niente

        Saluta l'alba, pianta i fagioli, e lavora quel che ti basta (3 volte)

semplice e vero, come pioggia d'autunno

forte ed onesto come il freddo d'inverno,

cammini nel sentiero, come aria di primavera

e siedi sulla riva, nella luce d'estate.

E raccontaci dell'uomo vero che è in noi

parla del bosco e scrivi dei colori

E canta di ciò che vogliamo veramente

e di quello che, non serve proprio a niente

        Saluta l'alba, pianta i fagioli, e lavora quel che ti basta (3 volte)


bibliografia:
1-2-3-4-5-6-7-8  tratti da: David Thoreau "Walden, ovvero la vita nei boschi" - biblioteca universale Rizzoli

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