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Mohandas K. Gandhi 1869 - 1948MOHANDAS K. GANDHI

...l'autogoverno dei miei sogni è l'autogoverno dell'uomo povero. Le cose essenziali della vita dovrebbero essere godute da chiunque come quelle che si godono i principi e i ricchi. Ma ciò non significa che si devono avere i palazzi come i loro. Non sono necessari per la felicità. Tu o io, ci perderemmo là dentro...1

La marcia del sale
Nel Marzo del 1930 il Mahatma iniziò una nuova campagna, un satyagraha nazionale. La legge sul sale sarebbe stata l'oggetto concreto e simbolico di questa campagna di disobbedienza civile.

Si trattava di un'imposta che agli Inglesi fruttava non più di 25 milioni di sterline sugli ottocento milioni di gettito tributario complessivo in India, ma quei 25 milioni venivano letteralmente attinti al sudore dei più poveri e a una derrata abbondantemente disponibile lungo le varie migliaia di miglia di sviluppo costiero indiano.

Teatro del grande gesto sarebbe stata Dandi, cittadina nei pressi di Jalapur.
Ancora era stata inviata una lettera al vicerè: "Caro amico..." Ma questa volta non c'era possibilità di equivoco:"ritengo le la dominazione britannica sia una maledizione." E tuttavia:"non intendo nuocere a un solo inglese nè agli interessi legittimi che egli possa avere in India." Aveva implorato "in ginocchio" il vicerè di adoperarsi per la revoca della legge sul sale:

"la mia ambizione è addirittura quella di convertire il popolo inglese con la nonviolenza, aiutandolo così a capire quanto male abbia fatto all'India. Non voglio nuocere al suo popolo: lo voglio servire come desidero servire il mio..."

La sera dell'11 Marzo Gandhi aveva tenuto la sua ultima adunata di preghiera:

"Con ogni probabilità questo sarà il mio ultimo discorso rivolto a voi. Anche se domani mattina le autorità mi consentiranno di marciare... Questo potrebbero addirittura essere le ultime parole della mia esistenza qui... da quel che ho visto e udito in questi ultimi giorni son incline a ritenere che il fiume dei residenti civili scorrerà ininterrotto. Ma non vi sia il minimo accenno a una violazione della pace, anche dopo che saremo stati tutti arrestati. Abbiamo deciso di utilizzaretutte le nostre risorse nel perseguimento di una lotta esclusivamente nonviolenta: non lasciamoci trascinare dall'ira a metterci dalla parte del torto. Questa è la mia speranza e il mio auspicio..."

" Ovunque sia possibile, si dovrà iniziare la disobbedienza civile alle leggi sul sale. Le disposizioni in merito si possono violare in tre modi: è reato fabbricare il sale laddove esistano gli impianti per farlo; altro reato è la detenzione e lo smercio del sale di contrabbando; del pari colpevoli sono gli acquirenti del sale di provenienza illecita. E' altresì reato il traffico di questo sale. Potrete insomma sceglire uno o più di questi metodi di infrazione al monopolio di stato."

Finalmente, non essendo stato arrestato come previsto, Gandhi si mise in marcia sul far del giorno, uscendo dai cancelli dell'ashram e avviandosi sulla strada di Dandi, alla testa di settantotto tra uomini e donne. A quell'epoca il Mahatma aveva già oltre sessant'anni, ma dodici miglia al giorno per ventiquattro giorni erano un "gioco da ragazzi".Anzi, non mancava l'allegria in questo pellegrinaggio che si snodava tra villaggi parati a festa e lungo strade di campagna che i contadini aveva irrorato d'acqua per arrestare il polverone e pavimentato di foglie per attutire il disagio delle pietre e delle cunette.


Alla fine il Mahatma raccolse un pugno di sale... dando così il segnale di inizio di un gesto analogo da parte di migliaia e migliaia di persone che in quel momento, in tutto il paese, si trovavano nella vicinanza del mare.
C'è il resoconto di un inviato inglese, il giornalista Web Miller che assistè all'assalto che 2500 volontari mossero alle saline di Dharasana, non lontano da Dandi:


" Nel più assoluto silenzio gli uomini di Gandhi si portarono avanti e si arrestarono ad un centinaio di metri dalla palizzata: una colonna scelta si staccò dalla turba, attraversò i fossati a guado e si accostò alla recinzione di filo spinato...improvvisamente risuonò un comando e una ventina di agenti indigeni si precipitarono sui manifestanti e lasciarono piovere un torrente un torrente di colpi sulle loro teste con gli sfollagente dall'anima d'acciaio. Non uno solo dei manifestanti alzò un braccio per ripararsi dai colpi. Cadevano come birilli. Da dove mi trovavo, udivo i tonfi stomacanti delle mazze sui crani indifesi. La folla dei manifestanti che era rimasta ferma cominciò a mugulare ed ad aspirare rumorosamente l'aria ad ogni colpo, manifestando così la propria dolorosa solidarietà.
I colpiti cadevano privi di sensi sul terreno, o si torcevano tra i corpi caduti, chi con la testa fracassata chi con una spalla fratturata... i superstiti, senza rompere le righe, continuavano a marciare silenziosi e ostinati, finchè non cadevano a loro volta sotto i colpi.
Marciavano impassibili, a testa alta,senza neppura l'incitamento della musica o di urla guerriere, senza alcuna possibilità di sfuggire a ferite gravi o alla morte...non vi fu lotta, non vi fu battaglia: i manifestanti continuavano semplicemente ad avanzare finchè non si abbattevano al suolo...

°°°°°°

Che cosa avevano ottenuto i satyagrahi? Non occuparono le saline, nè la legge del sale venne ufficialmente abolita nella sua interezza...

Dopo qualche compromesso da entrambe le parti, Gandhi era infatti invitato ad una conversazione con il rappresentante imperiale: il vicerè lord Irwin, ha descritto l'incontro come "il più drammatico colloquio diretto tra un vicerè e un capo indiano." Quando gli porsero la tazza del tè, Gandhi estrasse dalle pieghe della sua camicia un sacchettino di carta e ne verso nel tè il contenuto: un pizzico di sale, naturalmente esente da tasse, osservando sorridente che sarebbe servito a ricordarci del famoso "tea party" di Boston.

Nel Maggio del 1930 Tagore scrisse trionfante al "Manchester guardian" che ormai l'europa aveva perso in Asia tutto il suo prestigio morale. La debole Asia, egli affermava, lodando il Mahatma, "può ora permettersi di guardare dall'alto in basso quell'europa che prima doveva guardare dal basso in alto"

Gandhi, almeno da quello che io ho imparato leggendolo, avrebbe forse detto la stessa cosa in modo diverso: ora l'Asia poteva guardare l'Europa dritto negli occhi, nè più ne meno, nè dall'alto nè dal basso.
Quando l'uomo può e vuole giungere a questo punto, allora il riconoscimento reciproco non tarda a venire. 2


La marcia del sale (canto)

e gli inglesi tassano il sale, e il Mahatma dice: non si può

camminano verso l'acqua della vita, e ritrovano forza e dignità

e gli Inglesi non se ne vanno, perchè

credono nella forza della realtà

e gli inglesi, prendono il cotone, e lo portano nelle fabbriche, di sua maestà

e gli Indiani non han più lavoro e rimangono in povertà

e il Mahatma dice, l'artigiano è meglio

più vicino, alla comunità

agli italiani, han preso tutto il lavoro, la scuola, la sanità

ci chiedono, i sacrificiper una economia, che non va

ma possiamo stare bene tutti se

dividiamo, con onestà

Ma i politici, non se ne vanno e dicono senza di noi, non si può far

a quando , la nostra marcia del sale a riprenderci la vita e la libertà

e il Mahatma dice, bisogna cambiare

con il coraggio e la forza, della verità.


1- Mohandas K. Gandhi – Villaggio e autonomia, Libreria Editrice Fiorentina, pag.14

2- Erik H. Ericson – La verità di Gandhi,pag 372


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